Alcuni politici stanno facendo tanto contro il gioco problematico

di ,

politica e gioco problematico

La politica, ed anche tanti politici, si stanno “scontrando” contro il mondo del gioco d’azzardo usando anche termini assai pesanti: non è passato molto tempo da quando un Assessore della Regione Lombardia ha chiamato gli operatori del gioco “strozzini di Stato”, locuzione che ha fatto assai discutere. Ora ci si ritrova con un’altra esternazione altrettanto antipatica e forse anche di più, come quella del Gruppo consiliare “SiamoVeneto” che ha chiamato lo Stato “pusher”, in quanto offre moltissimi siti dove giocare al casino, su di un volantino fatto circolare sia sul web che in forma cartacea. L’immagine diffusa mostra una siringa con la scritta “drogati con moderazione”. Quelli usati, sono termini di dubbio gusto che non fanno altro che “fomentare” gli animi dei privati cittadini ed “aizzarli” contro questo settore già abbastanza demonizzato.

Queste esternazioni, a parere di chi scrive e di altre correnti politiche, sono un ulteriore esempio di una politica che sa solo “sbraitare” senza “avere la responsabilità di governare la cosa pubblica e che strumentalizza i problemi sociali al solo scopo di lucrare il consenso”. La “buona politica”, invece, qualcosa sta facendo contro il gioco problematico e tanto anche il Parlamento durante questa legislatura, come in quella passata, ed altrettanto buon lavoro lo stanno facendo anche le Amministrazioni Locali “imponendo” regole assai severe contro la continua “nascita” delle sale da gioco.

Recentemente, è stato confermato dal sottosegretario all’economia Pier Paolo Baretta , oltre al giro di vite che si sta perpetrando nel settore dei vari casino legali aams in italia, il provvedimento che prevede la riduzione delle attuali “macchinette” togliendole dai bar e dalle tabaccherie e concentrandole solo ed esclusivamente in “sale dedicate”, mentre il Ministero della Salute ha stabilito il Fondo per il gioco d’azzardo patologico nella misura di 50milioni di euro annui.

Ovviamente è compito dello Stato mantenere in vita il mercato di questo settore che impiega parecchie risorse nelle sue medie e piccole aziende e nelle industrie del gioco, solo che ha anche il dovere e l’obbligo di controllarlo e regolamentarlo con estrema severità. Se, invece, lo Stato continuasse imperterrito nel suo atteggiamento “da struzzo” cercando, quindi, di non voler vedere la eccessiva distribuzione dell’offerta di gioco e la troppa presenza di sale ci si troverebbe con un aumento esponenziale del gioco d’azzardo difficilmente poi gestibile ed anche con il conseguente carico di enormi costi sociali.

Lo Stato e la “sua politica” nei confronti dei migliori casino online gratis si trovano nella condizione di non poter vietare completamente il gioco, visto che il proibizionismo non ha certo “fruttato” risultati positivi in tante Regioni, ma si trovano nelle condizioni di dover prevenire e limitare i fattori di rischio che portano poi al conseguente gioco problematico

Per iniziare bisognerebbe, innanzitutto, eliminare il gioco d’azzardo dai luoghi della quotidianità e bisognerebbe fare in modo che i giovani stiano lontani dalle sale da gioco e dalle scommesse responsabilizzandoli ed insegnando loro la cultura del gioco e del divertimento. Solo così si potrà avere un rapporto con il gioco che sia sano e non con deviazioni sociali pericolose. In aggiunta andrebbero proposte ai giovani e giovanissimi “interessanti” possibilità di svago e di ritrovo in alternativa alle intriganti occasioni che può offrire il gioco: lo sport, la cultura e percorsi educativi in collaborazione con le scuole potrebbero essere una buona soluzione.